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Antonello Colonna Resort

Labico, Roma - 2003
Mq 23.000

Progettazione di un albergo di lusso da realizzare a Labico su una area di 23.000 mq alla sommità di un colle vicino Vallefredda.
L'idea progettuale, organica e minimalista, tale da non sovrastare con artifici costruttivi nè la funzionalità degli spazi interni né l'ambiente esterno, si inserisce perfettamente nel complesso degli interventi di valorizzazione previsti nel Programma di Sviluppo Integrato delle Colline Romane.
L'architettura è chiara, quasi trasparente, e lascia spazio all'essenza dell'immagine di Antonello Colonna, un brand noto a livello internazionale.
Nei diversi ambienti trovano posto i servizi a disposizione della clientela: ospitalità (30 suites a 5 stelle), ristorazione (sala gourmet di 70 coperti e cucina), centro benessere (piscina, sauna, bagno turco, vinoterapia) e i servizi, tra cui una sala congressi polivalente.
A livello distributivo e funzionale il progetto segue due linee guida principali: percorribilità e accesibilità. In pratica, il resort si sviluppa lungo un asse longitudinale, assimilabile ad una arteria rossa che corre da nord a sud, attraversando il vero e proprio cuore del progetto, la zona operativa. Questo nucleo di attività ospita la cucina al piano terra ed lo studio - pensatoio sospeso dove lo shef progetta il gusto e coordina il laboratorio creativo.
La cucina è concepita in modo da costituire un polo operativo autosufficiente e dispone di due cantine, office, area attrezzata per le attività didattiche, magazzini, uffici dell' amministrazione e strutture per il personale.
E' da questo corpo centrale che parte la ristorazione verso le due ali ad esso collegate per mezzo dell' arteria: in quella nord è posto il ristorante e tutti ngli spazi di accoglienza (hall, reception, guardaroba, bar, food shop, salotto, camino, biblioteca, privè, office), mentre in quella sud trovano spazio la piscina, coperta e scoperta, e tutti i servizi per il benessere.
La scelta di sviluppare gli edifici in lunghezza, collegandoli con un percorso longitudinale, è nata anche dal desiderio che tutti gli ambienti destinati alla ristorazione ed al benessere fossero orientati in moda da godere fino al tramonto di un panorama privilegiato che dal Santuario della Dea Fortuna di Palestrina arriva all'antico vulcano laziale.
Nel contempo, alcuni spazi lavorativi si avvantaggiano della luce fin dalle prime ore della mattina.
Il secondo corpo di fabbrica ospita le 30 suites dell'albergo dove, grazie al doppio affaccio vetrato, all' alba si vede sorgere il sole dalla zona notte e, a sera, tramontare dalla zona giorno.
Adeguata esposizione e ventilazione sono solo alcuni dei criteri progettuali seguiti per favorire il risparmio energetico e realizzare il minore impatto ambientale possibile.
Gli sbancamenti sono ridotti al minimo, riutilizzando le terre di riporto degli scavi di fondazione per costrire leggeri dossi che occultano la vista di parcheggi e strade.
La sistemazione esterna lascia ampio spazio alla vegetazione, puntando alla conservazione delle alberature esistenti e potenziandole ove è necessario.
I materiali utilizzati sono travertino, tufi, ghiaie, terre battute e si collocano nel solco della tradizione locale.
(Gara d'appalto e progettazione in collaborazione con l'arch. Francesca Ferri).